Una Psicodramma Cromatico in Movimento

15/11/2022 Raso Alex

Olga Khrapova al Palazzo della Zattere

Dettagli della Mostra:
Sede:
Palazzo della Zattere, Dorsoduro 1401, Venezia
Date: 13 novembre 2022 – 11 dicembre 2022 (Mostra attualmente in corso)

Attualmente in mostra al Palazzo della Zattere a Venezia, Una Psicodramma Cromatico in Movimento invita il pubblico a entrare nel teatro pittorico carico di tensione di Olga Khrapova, dove la figura umana oscilla tra la visibilità e la dissoluzione. Questa esposizione raccoglie opere recenti che indagano l’instabilità affettiva attraverso una vivida convergenza di gesti pittorici e figurazione spettrale. Radicate nella rigorosa tradizione accademica dell’Accademia Russa delle Arti e filtrate attraverso il calore atmosferico della sua attuale dimora in Spagna, le pitture di Khrapova risultano al contempo emotivamente dirette e strutturalmente complesse.

L’uso caratteristico dell’olio su alluminio introduce una tensione sia materiale che psicologica che costituisce il nucleo concettuale della mostra. La superficie non assorbente rallenta il processo di asciugatura, consentendo all’artista di lavorare la pittura in stati sospesi di divenire. Le sfocature e le sbavature risultanti non sono accidentali, ma gesti strategici—atti di cancellazione, oscuramento e scavo emotivo. Le figure emergono e si ritirano entro campi di agitazione cromatica, evocando tracce mnestiche più che forme definite. In questo senso, la pratica di Khrapova si inserisce in una linea di figurazione psicologica, richiamando l’inquietudine di Francis Bacon, la vulnerabilità di Marlène Dumas e la frammentazione energica di Cecily Brown.

Eppure l’opera di Khrapova resiste a ogni paragone diretto. La sua tavolozza—vibrante di saturazioni mediterranee, ombre violette e rotture in verde acido—non cerca di descrivere, ma di destabilizzare. Il colore non è impiegato per rendere la forma, ma per metterla in crisi, per caricare il campo pittorico di dissonanze emotive e incertezze percettive. Le figure appaiono sommerse in nebbie cromatiche, prive di identità o collocazione precise, come se fossero dipinte dai residui della sensazione piuttosto che da un’osservazione diretta.

La mostra si dispiega come un’archeologia dell’affetto. Ogni tela diventa un palinsesto di gesti, revisioni e impressioni emotive—rivelando non un’immagine compiuta, ma il processo di confronto con un’immagine che si rifiuta di essere vista. Non si tratta di ritratti, ma di esumazioni psichiche: corpi sospesi tra repressione e articolazione, tra presenza e sparizione.

In un’epoca di eccesso visivo e leggibilità digitale, Una Psicodramma Cromatico in Movimento rivendica il valore dell’opacità, dell’ambiguità emotiva e della figura umana come luogo contestato e instabile. Le figure di Khrapova non chiedono di essere comprese—chiedono di essere sentite.

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